gli step del trattamento

Un percorso che coinvolge la mamma e migliora l’ascolto e la comunicazione reciproca.

“Perché urla sempre? Fa di tutto per farmi arrabbiare!”
“Perché ride quando la sgrido?”
“Perché fa ancora la pipì a letto?”

I trattamenti che eseguo sui bambini offrono una chiave di lettura psicosomatica ai loro comportamenti e disturbi. Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, ognuno di noi ha un’energia primaria e di conseguenza un’emozione primaria che manifesta con più facilità. Imparando a leggere i segnali del corpo dei nostri bambini, possiamo capire ciò che vogliono dirci e iniziare un percorso di ascolto e comunicazione volto all’apertura, al confronto e alla complicità.

comincia ad ascoltare…

“Lavoriamo insieme!”

Faccio una premessa super importante: il trattamento sui bambini non porta a risultati se i genitori per primi non si mettono in gioco. Il mio lavoro consiste nell’aiutare i bimbi a manifestare e sbloccare il loro disagio emotivo, ma sta ai genitori accogliere il cambiamento e far crescere emotivamente i propri figli.

  • Dagli 0 ai 3 anni: i bambini sono ancora completamente legati alla madre energeticamente. Il neonato è una piccola spugna che assorbe il conflitto emotivo della mamma. Per questo, eseguo il trattamento su entrambi, e dopo la prima volta spesso tratto solo la mamma.
  • Dai 4 ai 6 anni: a seconda del caso specifico, il trattamento può essere eseguito su mamma e bambino, o solo sul bambino. Anche in questa fascia di età i bimbi riflettono molto lo stato emotivo della mamma.
  • Dai 6 anni in poi: eseguo il trattamento solo sul bambino, anche se il confronto e la collaborazione dei genitori rimane fondamentale fino ai 21 anni.

i massaggi.

Zampetta, massaggino alla schiena e formazione per i genitori.

Oltre ai trattamenti di riflessologia globale a indirizzo psicosomatico per i bimbi, organizzo corsi brevi (ma intensi!) per i genitori. La cosa fondamentale, infatti, è continuare il trattamento a casa per far capire al proprio figlio che stai giocando nella sua squadra e che si vince insieme.

ZAMPETTA
Il primo contatto che utilizzo con i bambini è il “piede a panino”: una mano sotto e una sopra, in modo che il piedino rimanga tra le due mani. Con tocco fermo e deciso comunico al piccolo un senso di sicurezza e apertura. Questo lo mette a suo agio e gli fa capire che ha il tempo per parlare ed esprimere le emozioni che tiene dentro in libertà.

MASSAGGINO ALLA SCHIENA
Anche i bimbi “congelano” delle emozioni che, come nel caso degli adulti, si traducono in blocchi energetici. Liberiamoli con il massaggio metamerico in versione junior! Nel loro caso, è un massaggio più dolce, che infonde un senso di sicurezza e crea complicità.

“Quando siamo a casa io e te.”

È molto importante continuare il trattamento anche a casa e farlo diventare un’abitudine da condividere, un momento da aspettare con gioia. Per questo insegno alla mamma le tecniche di massaggio da utilizzare per trattare autonomamente i loro figli. Per i bambini piccoli, è fondamentale creare un rito. Il massaggio può essere eseguito sul lettino prima di andare a dormire: luce soffusa, un olietto aromatico che lo immerge immediatamente in quel momento (e che magari il bambino stesso va a prendere per farti capire che desidera fare il massaggio – scene da scoppio al cuore!), un contatto deciso che apre i canali energetici e il dialogo non verbale.

Il massaggio deve sempre concludersi con un abbraccio profondo: fa bene al bimbo e al genitore!

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